Piacere sono Patrizia

“La mia cucina è come il Grilet di una volta:
accoglie, mescola e dà sapore ai ricordi
che porterai con te per sempre.”

Cucinare è entrare in contatto.
Trovarci insieme è il primo passo.

La cucina, per me, è molto più che un insieme di ricette e regole da seguire alla lettera. È fatta di sguardi che si incrociano, di mani che si tendono, storie che si mescolano come gli ingredienti in una ciotola. È nell’incontro che tutto prende sapore. E se oggi sei qui, è già cominciato qualcosa di buono.  Perché come dico spesso “La vita è un grilet, ogni giorno si aggiunge una nuova esperienza che arricchisce e condisce.” Conosciamoci! C’è un colore che racconta chi sono e la mia storia che poi è la storia dietro a Il Grilet. Parlo del verde salvia, quello delle foglie giovani e delle stagioni che ritornano così come la cucina tipica delle Langhe.

C’è un sapore che mi accompagna da sempre, che mi parla della raccolta e della scoperta. È quello delle ciliegie rubate direttamente dall’albero, quando ci si arrampica con gioia e sporcandosi le mani di vita. È quello che ho imparato crescendo tra queste colline e stando dietro al bancone.

La cucina non è solo cibo: è memoria, scoperta, relazione. È connessione, una commistione. Fin da bambina, ho amato stare ai fornelli. Ricordo un giorno speciale.

Esperienza autentica - pasta fatta a mano - piatti tipici Piemonte città di Alba, città di Barbaresco - Langhe

Avrò avuto sei anni, mia sorella nove. I nostri genitori ci lasciarono da sole al ristorante per fare una commissione, raccomandandosi di dire agli eventuali avventori che il ristorante era eccezionalmente chiuso. Arrivò proprio in quel giorno un rappresentante al quale né io né mia sorella riuscimmo a dire di no. In perfetto stile da piccole cuoche per caso ci mettemmo all’opera.

Dopo mezz’ora o più di attesa servimmo all’ospite inatteso un enorme piatto di friceu, frittelle di mele, che ancora oggi profumano i miei ricordi. Ci mettemmo l’anima, volevamo che fosse felice. Fu il nostro primo “servizio”: forse un po’ ingenuo ma sicuramente pieno di amore.

Oggi, quella stessa cura e quello stesso entusiasmo li ritrovi a tavola, nei piatti semplici e stagionali che raccontano il ritmo della natura. Li puoi sentire nella scelta attenta delle materie prime — spesso raccolte con le nostre mani, nell’orto — e in quel modo semplice e sincero di accoglierti, che qui in Langa chiamiamo ospitalità alla vecchia moda.

La mia missione? Essere un piccolo rifugio per te e per chi si sente un viaggiatore curioso, affamato di vita: coppie in cerca di quiete, famiglie e amici che vogliono vivere esperienze autentiche nelle Langhe.

Perché mi chiamo “Grilet”?

Accomodati, ti racconto una storia.

Devi sapere che in piemontese quando chiedi un grilet stai indicando l’insalatiera. Quando stavo cercando il nome per il mio progetto, quando lo stavo immaginando, non ho avuto dubbi e mi sono ricordata di questa parola. Era un grilet quel di cui sentivo la necessità. Perché qui ho riversato e amalgamato tutta me stessa e tutto quello che amo:

  • piatti tipici piemontesi cucinati come una volta,
  • prodotti locali e di stagione, molti coltivati da me,
  • esperienze su misura, lontane dai ristoranti turistici,
  • il desiderio di farti sentire a casa, ovunque tu sia e da ovunque tu arrivi.

È in questo Grilet che è la mia casa che ti accolgo nella mia cucina, ti insegno a impastare. Ti preparo il cestino per un pic nic tra i vigneti o una colazione casalinga con vista sulle colline.

 

Ogni piatto è il racconto di questo viaggio. È la storia della mia famiglia, del mio paese, delle stagioni… E di quello che avviene quando ci mettiamo in relazione, quando entri dalla porta e partecipi anche tu. Nel Grilet trovi anche l’amalgama dei miei valori, di ciò in cui credo:

  • Famiglia, perché è da lì che tutto parte.
  • Passione, quella che ho ereditato da mia madre.
  • Qualità, che per me significa ingredienti veri, rispettati. Rispetto per la natura, la stagionalità, le persone e il loro lavoro.

Quando ero bambina il Grilet era il recipiente di casa nostra, quello che conteneva, mescolava, dava sapore.

Oggi è anche il simbolo del mio lavoro: un contenitore di persone, ricette, esperienze. Anche della tua, se lo vorrai.

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